Luca Tartaglione (Blog personale)
l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica

Mag
18

Sul Corriere della Sera di oggi, relativamente alla detassazione degli straordinari, si legge: <<La manovra, tra Ici e detassazione degli straordinari (ma potrebbe esserci anche un provvedimento per l’eliminazione del divieto di cumulo tra redditi da pensione e lavoro), dovrebbe costare quattro miliardi di euro. La detassazione del salario variabile sarà sperimentale per il secondo semestre del 2008 e dovrebbe riguardare anche una parte dei lavoratori pubblici. Per limitare la perdita di gettito il governo aveva ipotizzato di concedere il beneficio solo ai lavoratori con redditi inferiori a 35 mila euro l’anno, ma sul tavolo ci sono opzioni alternative, come un tetto alle ore di straordinario che sarebbero assoggettate all’aliquota secca del 10%, o un meccanismo di franchigia in base al quale gli sgravi si applicherebbero solo a una determinata porzione del reddito variabile percepito.>>

 

Se il Governo vuole attuare politiche di defiscalizzare che rendano giustizia allo status dei militari, intesi quali lavoratori notoriamente sottoposti a pesantissime limitazioni e compressioni del diritto e che sovente, purtroppo, balzano alla cronaca perché immolatisi per l’assolvimento dei compiti istituzionali ovvero per la salvaguardia dei valori da difendere. Lasci perdere gli Straordinari, altresì valuti la defiscalizzazione  dei trattamenti economici corrisposti al personale impiegato all’estero in operazioni volte a mantenere o ristabilire la  pace, ovvero defiscalizzare trattamenti economici di missione, che vanno a  retribuire elevati rischi e disagi del personale comandati in teatri operativi estremamente pericolosi come l’ Afghanistan ed altri.

Mag
18

periodico-di-informazione_n_18_2008

All’interno, in particolare, si segnala l’incontro COCER – COVAS e l’intervento deliberativo sul FESI del COCER-DIFESA

Mag
17
Mag
14

In tema di Riforma della Rappresentanza Militare è già tempo di paralleli tra quello che era la Congiunzione di atti legislativi della XV Legislatura e l’attuale XVI in relazione al “nuovo” DDL Ordinamento della rappresentanza militare. Sono certo che tanti altri Parlamentari vorranno presentare testi di DDL alternativi e/o complementari di riforma in armonia con le istanze del COCER Interforze. 

Sul “nuovo” DDL Ordinamento della rappresentanza militare al link http://www.dirittierovesci.it/bottachiari.htm si legge una netta presa di posizione dei Presidenti delle Sez. CO.CE.R. di Aeronautica e Marina Militare.

Mag
12
Si iniziano a leggere ”nuovi” DL sul riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle forze armate e delle forze di polizia, sulla base dell’ assunto che le somme stanziate dall’articolo 3, comma 155, della legge 24 dicembre 2003, numero 350, continuano ad essere destinate all’atteso provvedimento. C’è da attendersi una forte spinta parlamentare nel merito dagli Onorevoli Parlamentari: Mantovano, Ascierto e Saltamartini di cui è già nota la posizione. Ma cosa si attendono i Sottufficiali dell’Esercito da questo Riordino? certamente dignità di funzione e valorizzazione del ruolo. Personalmente ritengo pregiudiziale prevedere uno sbocco di carriera per i Primi Marescialli delle Forze armate nel ruolo degli Ufficiali ovvero predisporre sentieri di carriera, valutare le potenzialità ed orientare i Marescialli ad uno sviluppo di carriera che non può dirsi terminato in età in cui le potenzialità e la maturazione dell’individuo sono al “top”. Molti Marescialli delle Forze Armate giungono al grado apicale di Primo Maresciallo in età relativamente giovane e certamente prima dei 40. Non esagero se sostengo che tale stagnazione nel grado apicale, dopo un ragionevole tempo (diciamo almeno 5 anni) può dare origine ad una sorta di esaurimento emotivo dato dall’impossibilità di proseguire in carriera. Evidente a tutti che la percezione di essere “arrivato” può essere estremamente dannosa per l’individuo lavoratore e, in senso generale, per l’amministrazione che impiega. Ritengo questo un problema serissimo risolvibile attraverso nuovi percorsi di carriera che i Marescialli potranno scegliere di percorrere per svilupparsi ed acquisire ruoli di sempre maggiore responsabilità e/o professionalità.
Discorso a parte dovrà essere fatto per il ruolo Sergenti che in luogo di un possibile Riordino che accorpi il predetto ruolo con la truppa, si dovrà garantire agli stessi un transitorio con accesso al ruolo Marescialli “ad esaurimento”.
Per effetto di un Déjà vu, e ad ogni buon conto, riporto un estratto di un resoconto datato 9 novembre 2004 (Camera dei Deputati - Commissioni Riunite I e IV) del Presidente pro-tempore  DONATO BRUNO: <<Rileva pertanto la necessità di promuovere idonee iniziative legislative a sostegno di un generale riordino dei ruoli del personale delle Forze armate, dell’Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria, secondo il principio dell’unitarietà di indirizzo giuridico ed economico recentemente affermatosi a seguito dell’approvazione della legge n. 295 del 2002, recante disposizioni in materia di armonizzazione del trattamento giuridico ed economico delle Forze armate con quello delle Forze di polizia, nonché del decreto legislativo n. 193 del 2003, relativo al sistema dei parametri stipendiali per il personale non dirigente delle forze di polizia e delle forze armate. Si tratta quindi di proseguire sulla strada della totale equiordinazione all’interno del Comparto sicurezza e difesa, onde evitare che iniziative legislative non ispirate a tale criterio possano determinare nuovi disallineamenti e, conseguentemente, l’avvio di ulteriori contenziosi amministrativi.>>
Sempre per Déjà vu e nella speranza che le esperienze pregresse siano da insegnamento riporto un link relativo all’iter del Riordino della XIV LEGISLATURA ed alcune agenzie-stampa d’epoca. 
Mag
11

periodico-di-informazione_n_17_2008

all’interno, in particolare: Alloggi di servizio; Concertazione 2007-2009 (circolare di PERSOMIL)  
Mag
11

Anche il COCER delle 3 Forze Armate “sorelle” è intervenuto sull’argomento  Defiscalizzazione ore di straordinario” (con delibera n. 17-2008).

il COCER, tenuto conto delle dichiarazioni in materia durante la recente campagna elettorale; considerato: che in ambito militare, lo strumento dello straordinario è peculiare rispetto alle altre realtà lavorative, e che tale provvedimento rischierebbe di aumentare ancor più la forbice retributiva fra le categorie contrattualizzate e quelle dirigenti/direttive; che già da tempo, il Co.Ce.R., in ambito contrattuale, ha contestato il sistema distributivo di questo Istituto, che risulterebbe ad oggi essere praticamente in esclusiva “un privilegio retributivo” dei dirigenti e dei direttivi a fronte, invece di un semplice e non sempre condiviso recupero compensativo assegnato alle categorie contrattualizzate e non omogeneizzate delle FF.AA.; ha deliberato in data 23 aprile 2008: di chiedere al Capo di Stato Maggiore della Difesa, ove condivida, un intervento urgente sul meccanismo di distribuzione dell’Istituto dello straordinario, al fine di garantire a tutti lo stesso tipo di meccanismo di monetizzazione delle eccedenze lavorative. Criterio che a fronte dell’eventuale permanere delle limitate risorse economiche, soddisfi prioritariamente il personale non direttivo/dirigente. Ciò per non rischiare di aumentare il già forte e presente malessere in materia; a tal fine di chiedere l’istituzione di un urgente tavolo tecnico con gli Uffici dello Stato Maggiore della Difesa; ed infine di inserire tale argomento nel prossimo incontro con il Capo di SMD.

Mag
09
Mercoledi’ la fiducia
Silvio Berlusconi 
Il nuovo Governo troverà sul tavolo le vecchie ed irrisolte istanze del personale militare:
  1. Riforma della rappresentanza Militare
  2. Revisione dei parametri stipendiali
  3. Previdenza complementare
  4. Riordino dei ruoli delle Forze Armate e delle Forze di Polizia
  5. Revisione delle indennità operative
Mag
08

I benefici combattentistici per campagne di guerra in zone d’intervento, hanno ottenuto dall’INPDAP una eccellente chiarificazione, nel senso più favorevole al personale militare. Difatti, con la recente NOTA OPERATIVA n. 8 che ha di fatto esteso ed ampliato le disposizioni di merito già emanate dallo stesso Istituto nel 2007 con la NOTA OPERATIVA n.7. è stato chiarito che i servizi prestati dal personale militare, qualora svolti nell’anno solare per un periodo minimo di tre mesi, anche non continuativi, danno diritto al computo di una anno supplementare ai fini della pensione e logicamente permettono il riscatto, a titolo volontario ed oneroso, di un pari periodo ai fini dell’indennità di buonuscita. Riscatto che, come già precisato, non è assoggettato alla limitazione quinquennale.
Questa piccola precisazione, personale e senza alcuna valenza giuridica, vuole essere un contributo informativo, a favore dei visitatori del Blog che ne fanno ricerca.
Mag
08

do seguito al post 2008: attività del COCER sez. Esercito ed informo che, con deliberazioni sempre disponibili sulla EINET, sono all’attenzione consiliare le seguenti questioni:

  • Rinnovo contrattuale biennio economico 2008-2009 (c.d. vacanza contrattuale).
  • Qualità della vita.

  • Principali obietti da perseguire da parte del Co.Ce.R. Esercito.

  • Riduzione del prelievo fiscale sull’indennità di buonuscita.

  • Sostegno alle famiglie.

  • Comprensorio di via della Lungara.

  • Informazione e sensibilizzazione del personale femminile sugli effetti di prevenzione e cura delle patologie correlate all’HPV-Papilloma Virus.

 

Mag
07
Mag
05

Il tema è stato molto dibattuto negli ultimi anni ed in maniera ritengo autorevolmente fondata.

Di seguito tre interessanti articoli-intervista di Famiglia Cristiana:

Addio alle armi?

«Le stellette sono il nostro passaporto»

«Ufficiali o sacerdoti? Questo è il problema»

 

Nella scorsa Legislatura è stato presentato anche un Disegno di Legge di merito.

(Lo stato giuridico dei Cappellani Militari )

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Personalmente ritengo che, come in molte altre cose,  dipende dal valore e dalla capacità dell’Uomo che, nel caso in questione, dovrà sentirsi ed essere principalmente un Sacerdote. Ovviamente in tanti anni ne ho conosciuti di validissimi con straordinaria vocazione al servizio dei più deboli, ed altri un po meno. Ne ricordo uno che sostituì il proprio fregio (raffigurante la Croce) con quello del Corpo militare.

PS: mi sono sempre chiesto: perchè un prete-militare non potrebbe essere un Maresciallo, un Sergente o un Caporale?   

Mag
03

Ogni qualvolta si avvia una nuova Legislatura sarebbe opportuno che i cittadini ricordassero le varie iniziative intraprese dai Parlamentari d’opposizione, e parlo di emendamenti, disegni di leggi, interrogazioni ecc.. Così che quando gli stessi ritornano da Parlamentari di maggioranza, questi concretizzano l’intento politico manifestato. Ovviamente chi come me ha qualche “capello bianco” sa che ciò è difficilissimo, ovvero quello che si dice o si sottoscrive all’opposizione non necessariamente si conferma quando si è di maggioranza. Personalmente cerco di ricordare tutti gli atti Parlamentari pregressi che, ad ogni modo, hanno interessano il mio ambito rappresentativo. Alcuni di questi proprio non si dimenticano, ad esempio come questa ampissima iniziativa Parlamentare che a quel “binomio inscindibile Difesa-Sicurezza” evidentemente non credeva  ma che anzi vedeva solo ed esclusivamente l’aspetto Sicurezza.

In “Non ci resta che piangere”  un film del 1985 diretto da Roberto Benigni e Massimo Troisi. Ricordo una divertente scena tra Saverio e la Signora Parisina.

Saverio: Parisina, mi è venuta un’idea, forse, per liberare Vitellozzo.
Parisina:
Grazie Mario!!
Saverio:
No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a ME e venuta un’idea, forse, per liberare Vitellozzo!!
Parisina: Grazie Mario!!

  A volte ho come sensazione che per la Politica ”Mario” sono le FF.PP. e “Saverio” le FF.AA

Mag
02

All’interno segnalo, in particolare, le informazioni relative al “Sottufficiale di Corpo” (già DECANO).

Mag
01

Roma, 1 mag. (Apcom) - Sulla sicurezza sul lavoro ci deve essere “una svolta”. Lo afferma il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sul ‘Messaggero’, il quale sottolinea che il sindacato chiederà questa svolta al nuovo governo “insieme ad un intervento immediato per alzare gli stipendi e le pensioni”. Bonanni invita poi a stringere un patto chiaro tra il sindacato e le organizzazioni imprenditoriali per indirizzare le future scelte del governo su occupazione, mezzogiorno, infrastrutture, energia, innovazione, formazione”.

Il sindacato, spiega Bonanni, “deve vigilare di più” sugli appalti al massimo ribasso, pretendere il rispetto di tutte le norme, informare i lavoratori sui possibili rischi nei posti di lavoro”.

Su stipendi e pensioni, dice Bonanni, si può agire “dettassando gli straordinari ed eliminando il prelievo fiscale su tutto quello che si pattuisce a livello aziendale. E poi aumentando le detrazioni fiscali per le famiglie più bisognose dei lavoratori dipendenti e dei pensionati”. Il sindacato in questo senso “deve agire d’anticipo e superare le divisioni sul nuovo sistema Contrattuale e sulla rappresentanza, abbandonando l’antagonismo sterile e la contrapposizione ideologica. Occorre creare un clima nuovo di dialogo e concertazione tra le realtà sociali e le istituzioni. Attraverso la collaborazione e l’unità tra tutte le forze responsabili riusciremo a superare la fase difficile che sta vivendo il Paese”.

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Evidentemente di minoranza resta la posizione della categoria “B” del COCER-DIFESA che, personalmente (avendola coscientemente votata), continuo a ritenere validissima. Mi meraviglio che altre categorie contrattualizzate del comparto non abbiano considerato che un intervento di detassazione degli straordinari, che prescinda dalle fasce di reddito, porterà ad un considerevole aumento della “forbice” retributiva, gia resa gravissima dai noti Automatismi Stipendiali “non per tutti”. L.T.

Apr
27

Quanti Medaglie d’Oro al valor Militare sono state dimenticate in Italia?

Pensate che io sono nato in una strada intitolata ad un mio avo insignito di Medaglia d’Oro la valor Militare, tale Capitano Medico Giovanni Tartaglione.

Di questo Eroe, così come tanti altri, non v’era memoria o ricorrenze, ed io stesso disconoscevo le sue gesta e la sua storia. Ma a dar lustro alla memoria del mio avo ci pensò il grande tenore Italiano Giuseppe Di Stefano da poco scomparso a  Santa Maria Hoè, il 3 marzo 2008, che in ogni occasione amava ricordare: “Debbo la vita a Tartaglione” un ufficiale medico che fece in modo che non partisse per la campagna di Russia, da dove ben pochi commilitoni tornarono vivi. Quell’ufficiale medico si chiamava Giovanni Tartaglione, era di Marcianise e morì anche lui prigioniero in Russia nel marzo del 1943 a Kantemirowka.

Ecco di seguito linkata un’intervista fatta per La Domenica Del Corriere del 1980 in cui il tenore Di Stefano ricorda l’Ufficiale medico:                                                    

L’intervista del grande Tenore che ricorda il giovane Ufficile Medico Giovanni Tartaglione-MOVM

Apr
27

       Marcianise in memoria dei suoi Eroi - di Donato Musone.             

Apr
26

È proprio bella questa foto della Señora Ministra Carme Chacòn che con orgoglio passa in rassegna le truppe schierate, ancor di più perchè la bella Ministra ha 37 anni ed è al settimo mese di gravidanza.

Siceramente qualche anno fa non avrei immaginato di vedere una scena del genere in Europa ed in particolare nel Reino de España. Speriamo che Berlusconi prenda esempio. A tal proposito mi sia consentito, con sentimento collaborativo e propositivo, di proporre 2 candidate: Stefania PrestigiacomoMara Carfagna.

Apr
25
Apr
23

(CASERTA) È tutto pronto. I primi militari sono partiti nei giorni scorsi a bordo di aerei volati da Capodichino, una nave già salpata dal porto di Salerno. Alla Brigata Bersaglieri Garibaldi, uno dei fiori all’occhiello dell’esercito, di stanza alla caserma «Ferrari Orsi», la macchina organizzativa è in fermento. Entro la prima decade di maggio, infatti, circa duemiladuecento militari saranno a Tibnin, in Libano per la missione Leonte e per assumere il controllo del settore ovest dell’area posta sotto la responsabilità della missione internazionale Unifil. Il contingente italiano dal 16 maggio sarà costituito essenzialmente dal personale della Garibaldi (8° Reggimento bersaglieri, 21° Reggimento genio guastatori, 8° Reggimento artiglieria, 131° Reggimento carri, 19° Reggimento cavallegeri «Guide» e Reparto comando e supporti tattici), a cui si affiancheranno unità specialistiche dell’esercito. A guidare la missione per sei mesi il comandante, il generale di brigata Vincenzo Iannuccelli. La cerimonia di saluto alla città è in programma questa mattina, alle 10, nel piazzale della «Ferrari Orsi» alla presenza del prefetto Ezio Monaco, del presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, e del sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti. Per l’occasione i bersaglieri indosseranno il basco azzurro, simbolo dell’Onu. Nel corso della cerimonia i fanti piumati riceveranno in dono la bandiera con lo stemma della Provincia di Caserta (due cornucopie dorate ricolme di spighe di grano e di frutta su uno sfondo azzurro), che sarà portata in Libano. Un gesto, scrive il presidente Sandro De Franciscis nella motivazione, «per rendere il giusto omaggio a chi, con coraggio e con valore, porta alto il nome dell’Italia nel mondo e per l’opera meritoria costantemente svolta». La scorsa settimana i bersaglieri hanno ricevuto la visita del comandante delle Forze Operative Terrestri, il generale di corpo d’armata Armando Novelli, e del comandante del 2° Comando delle Forze Operative di Difesa del Centro Sud Italia e Isole, il generale di corpo d’armata Carlo Gibellini. L’ultima missione della Brigata Garibaldi, con funzioni di comando, è stata effettuata in Iraq, al termine dell’operazione Antica Babilonia. and.ferr.

fonte: www.ilmattino.it

Apr
23
Apr
22

Al “nuovo” Governo che si appresta ad insediarsi auguro un buon lavoro nella speranza che taluni provvedimenti come:

  • l’insidioso esercizio della delega dell’ultimo Governo Berlusconi per la revisione delle leggi penali militari di pace e di guerra (ancora vive nelle memoria le audizioni informali dei COCER presso le Commissioni riunite Difesa-Giustizia del 01 febraio 2005
  • l’indimenticabile regressivo testo unificato delle proposte di legge C. 932 Molinari, C. 1718 Ramponi, C. 1822 Lavagnini, C. 1958 Deiana, C. 2063 Ascierto e C. 2193 Minniti per la Riforma della Rappresentanza Militare…………….

Non vengano “riportati in superfice”

Apr
22

Girolamo il temerario

Apr
22

 ”a few good women”, una manciata di donne di valore “Non ci sono donne-marines ma solo marines”.  Le donne rappresentano gia’ il 6,2 % del corpo-simbolo delle forze armate Usa e seguono un addestramento analogo a quello degli uomini.

Apr
19

Gaeta (19/04/2008) - Saranno cento le famiglie che avranno finalmente una casa. L’Amministrazione comunale di Gaeta ha, infatti, approvato il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari e il contributo per l’integrazione dei fitti, sempre destinato alle fasce meno abbienti. L’ammontare dei fondi a disposizione è di 43mila euro. “Un sostegno concreto per i più bisognosi”, come spiega l’assessore alle politiche abitative e al demanio, Antonio Ciano. “Cento cittadini - continua l’assessore - potranno usufruire di questi fondi, 43mila euro, che dovevano essere erogati già nel 2005. In media, ogni famiglia riceverà dai 400 ai 600 euro a seconda del reddito. Espletate le procedure burocratiche, tra 15-20 giorni queste famiglie potranno finalmente avere un sostegno concreto, anche se minimo, per la loro economia. Per quanto riguarda il bando di assegnazione, è dal 1992 che non veniva pubblicato. Dopo 16 anni potrà essere stilata una graduatoria per assegnare gli alloggi popolari previsti nei piani di zona. I primi sette appartamenti, compresi nel comparto C2, sono stati già finanziati dall’Ater per 750mila euro, grazie all’intervento dell’Amministrazione Raimondi”. Ma altre novità sono alle porte sempre in materia di alloggi da destinare alle famiglie meno abbienti e soprattutto per le giovani coppie, che hanno estreme difficoltà a gestire il mutuo per comprare un’abitazione. Il comune di Gaeta sta, infatti, contrattando con il demanio la cessione di Casa Tosti e l’area di sedimentazione della Caserma Gattola. In entrambi i siti l’amministrazione comunale ha previsto la costruzione di mini appartamenti, circa una cinquantina, ad affitto agevolato e convenzionato con l’Ater. Tale operazione rientra nella richiesta di riappropriazione di beni militari attualmente in disuso presenti sul territorio gaetano. Oltre alla Casa Tosti e alla Caserma Gattola, molti altri sono in via di smilitarizzazione, come la Caserma Cialdini, la Caserma Menabrea, il padiglione Riserva dell’Annunziata, l’ex circolo ufficiali dell’esercito, la Palazzina Grande e Piccola, che è sita nei pressi del castello Angioino, il circolo sott’ufficiali dell’esercito (Caserma Mameli); la Villa Reale, una meravigliosa struttura con giardino, regalato al nostro comune da Ferdinando II di Borbone; il Padiglione San Biagio, il secondo palazzo Reale sito in via Annunziata, il Padiglione Crocelle, la chiesa ed il convento di San Domenico, il Castello Aragonese, l’ex colombaia militare. Spazi che verranno riconvertiti in unità abitative, palestre e luoghi di cultura.

Giuseppe Mallozzi

 

fonte: http://www.provincialatina.tv

Apr
19
Apr
18

Sono contento che si parla del bisogno di riformare la rappresentanza militare in rappresentanza sociale e delle nuove politiche per la rappresentanza militare. Ma c’è un aspetto urgentissimo, quale la Tutela del Delegato, che evidentemente non può ancora attendere il solito difficile iter di riforma legislativa della Legge 382/78, da troppi anni arginato alle ataviche e consolidate difficoltà relative all’inserimento del libero diritto di rappresentanza, per il personale militare, in una Legge deputata a regolamentare esclusivamente le “norme di principio sulla disciplina militare”. La speranza è che prima di ogni altro monumentale Disegno di Legge di Riforma delle Rappresentanza Militare, con relativo iter Parlamentare, si intervenga con provvedimenti di natura Governativa tesi a dare strumenti ai Consiglio di Rappresentanza di Base, Intermedi e Centrali e ciò che più conta si decretino: Garanzie di Tutela dei Delegati. Garanzie di tutela che dovranno accompagnare la compiutezza dell’espletamento del mandato dei delegati di ogni ordine Consiliare (in special modo COBAR e COIR) – poiché senza di esse, a mio avviso, qualsiasi iniziativa di sovraccaricare l’attuale assetto della rappresentanza militare, di responsabilità tipiche delle parti sociali, rischierebbe di portarci ad un effetto fiction. 

Apr
18

(AGI) - Roma, 16 apr. - Riconoscimento della specificita’ del comparto difesa e sicurezza rispetto al pubblico impiego, riforma della rappresentanza militare, bilanci adeguati, riordino delle carriere e politiche di sostegno per il personale militare. Sono le richieste della Forze Armate al nuovo governo.

“Differenziare il comparto difesa dal resto della pubblica amministrazione - spiega il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer interforze - e’ un segnale politico di grande valenza, significa rivisitare l’aspetto economico, normativo e previdenziale delle forze armate che hanno inoltre bisogno di riformare la rappresentanza militare e poter essere finalmente rappresentanza sociale”.

“Altra questione delicata - aggiunge l’alto ufficiale -, riguarda i bilanci che dovranno essere adeguati e il riordino delle carriere in modo da definire profili e ruoli svolti anche con un occhio alla lotta al precariato. Senza dimenticare una concreta politica di sostegno al personale delle forze armate che vede al primo posto il problema degli alloggi. C’e’ anche da affrontare il problema delle neoplasie: a noi non interessa individuare le resposabilita’, ma garantire procedure amministrative e di assistenza sanitaria rispondenti alle necessita’ dei militari che si sono ammalati in operazioni fuori area”. (AGI)

Vim

Apr
17

Il quarto governo Berlusconi, ipotesi composizione

Fin dal primo governo formato da Silvio Berlusconi nella XIV Legislatura (quando la riforma prevedeva di dover essere applicata) - Da lunedì sera, essendo apparso chiaro il risultato elettorale, sono cominciate a circolare ipotesi sulla composizione del nuovo governo, anche in base a dichiarazioni fatte in queste ore e nel corso della campagna elettorale da Silvio Berlusconi e da altri esponenti del centrodestra.

IL NUMERO E IL TITOLO DEI MINISTRI, NUMERO ALTRI COMPONENTI

Una norma introdotta dall’ultima Finanziaria approvata lo scorso dicembre prevede che il prossimo governo debba rispettare i dettami della riforma Bassanini del 1999 che prevedeva per il governo l’accorpamento in 12 ministeri ed una composizione massima, compresi i sottosegretari, di 60 persone.

Fin dal primo governo formato da Silvio Berlusconi nella XIV Legislatura (quando la riforma prevedeva di dover essere applicata) ed anche con l’ultimo Prodi, la riforma è stata però disattesa e “corretta” con decreti legge che hanno previsto lo”spacchettamento di taluni ministeri.

Va poi notato che ai 12 ministri con portafoglio previsti dalla riforma è comunque possibile aggiungere ministri senza portafoglio alle dirette dipendenze della presidenza del Consiglio, ministri che sarebbero dunque oltre la soglia dei 12.

I 12 ministri previsti dalla riforma sono: Affari esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e finanze, Attività produttive, Politiche agricole e forestali, Ambiente e tutela del territorio, Infrastrutture e trasporti, Lavoro e salute e politiche sociali, Istruzione e università e ricerca, Beni e attività culturali.

Berlusconi ha detto che farà 12 ministri, non ha detto però se rispetterà la riforma senza manometterla. Alcune ipotesi circolate prevedono già una sua ampia revisione.

Va infine tenuto presente che i ministri sono nominati, secondo l’articolo 92 della Costituzione, dal Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. In passato è successo qualche volta che il presidente abbia rifiutato delle proposte di ministri avanzate dal premier incaricato.

I CANDIDATI CONSIDERATI “SICURI”

Berlusconi ha nei giorni scorsi parlato di alcune pedine sicure: GIANFRANCO FINI dovrebbe non essere al governo ma andare alla presidenza della Camera, GIULIO TREMONTI tornare all’Economia. Il Cavaliere ha anche detto che GIANNI LETTA sarà promosso ministro ma in un posto molto vicino al presidente del Consiglio cosa che ha fatto pensare per lui al ruolo di vicepresidente del Consiglio al quale però potrebbe essere accompagnato anche un incarico come quello degli Interni. FRANCO FRATTINI è stato indicato per gli Esteri, LUCIO STANCA per l’organizzazione e l’informatizzazione della pubblica amministrazione (cosa che farebbe supporre per lui un posto da ministro senza portafoglio alla Funzione pubblica e innovazione). Berlusconi ha anche detto, al momento della formazione delle liste per la Sicilia, che STEFANIA PRESTIGIACOMO avrebbe avuto un posto da ministro così come GIANFRANCO MICCICHE’ avrebbe riavuto la delega per il Sud (nel precedente governo Berlusconi era viceministro all’Economia con questa delega).

COME INDIVIDUARE GLI ALTRI MINISTRI

Per individuare gli altri ministri si può tenere conto che la suddivisione più accreditata emersa dopo il voto prevede 6 ministri di Forza Italia, 4 di An e 2 della Lega, considerando la cosiddetta “pari dignità” fra Forza Italia ed i suoi due alleati. Si deve anche tener conto che Berlusconi stesso ha detto che 4 ministri saranno donne (ha parlato di 4 su 12, ma potrebbe anche qui essere usato l’espediente di considerare anche i ministri senza portafoglio.

I NOMI IN CAMPO

Per individuare gli altri nomi va considerato che nel pacchetto delle nomine rientrano anche altri fattori come la presidenza delle Camere ed il posto da governatore in Lombardia.

Il futuro ruolo dell’attuale governatore della Lombardia ROBERTO FORMIGONI è un tassello che potrebbe sbloccare più di una casella. Formigoni non ha fatto mistero di poter lasciare il suo posto (che sarebbe rivendicato dalla Lega) o per la presidenza del Senato o per il ministero degli Esteri. A palazzo Madama punta però anche RENATO SCHIFANI, mentre gli Esteri sembrano prenotati da Frattini.

Per Forza Italia sono in pista per un ministero: MAURIZIO LUPI (Sanità), SANDRO BONDI (Istruzione), PAOLO BONAIUTI (Cultura), ELIO VITO (Rapporti con il Parlamento), MARA CARFAGNA (Welfare o Famiglia), CLAUDIO SCAJOLA (Attività produttive). Troppi.

Per la Lega si fanno i nomi di UMBERTO BOSSI (vicepresidente del Consiglio), ROBERTO MARONI (Interni o Welfare), ROBERTO CALDEROLI (Riforme) e ROSI MAURO (Agricoltura o Welfare).

Per An i nomi in lizza sono: IGNAZIO LA RUSSA (dato sicuro alla Difesa), ALFREDO MANTOVANO o GIULIA BONGIORNO (Giustizia), ADRIANA POLI BORTONE o GIANNI ALEMANNO (Agricoltura), ALTERO MATTEOLI (Infrastrutture).

Apr
17

(AGI) - Roma, 16 apr. - Adeguare le retribuzioni al costo della vita, riaprire il tavolo del contratto di lavoro riconoscendo la specificita’ del lavoro di carabinieri, riforma della rappresentanza militare, piena applicazione della legge Dini sulle pensioni e riordino dei ruoli e delle carriere. Sono le cinque emergenze che il Cocer dei Carabinieri sottopone all’attenzione del nuovo governo.
“Gli stipendi dovranno essere adeguati - dice il generale Nicola Raggetti, presidente del Cocer dei Cc - e dovra’ anche essere ridiscusso il contratto di lavoro, ormai scaduto. Nel contratto dovranno trovare posto il riordino delle carriere e il riconoscimento della specificita’ dei Cc. E’ necessario, inoltre, dare piena applicazione alla legge Dini sulle norme per la contribuzione, in modo da offrire una pensione adeguata.
Bisognera’ poi riflettere sulle nuove politiche per la rappresentanza militare”. (AGI)

Apr
17

ROMA - L’Italia rivedrà le regole di ingaggio del proprio contingente impegnato in Libano con le forze multinazionali. “Ho sentito il presidente del Libano - fa sapere il leader del Pdl -. Ho garantito continuità e attenzione alla situazione del Libano e il nostro sostegno alla democrazia di quel Paese con responsabilità. Riesamineremo le regole di ingaggio delle nostre forze armate per la situazione dei nostri militari, abbastanza particolare, ovvero che non hanno possibilità di reazione davanti ai fatti in cui si trovano”.

Fonte: www.ilgiornale.it

Apr
16

dal blog.panorama.it

Il finanziamento dei partiti e la faccia tosta della politica

matteo.durante   Lunedì 20 Agosto 2007 alle 20:24 “Basta demagogia, facciamo sul serio”:

il tesoriere dei ds, Ugo Sposetti, con la sua intervista al Giornale vuol lanciare una “battaglia democratica per reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti”. L’ex ferroviere è uno che guarda al sodo, dice pane al pane e vino al vino senza farsi condizionare dagli umori della pubblica opinione. Anzi.

Del resto, chi meglio di lui (che ha praticamente ripianato i debiti dei Ds) sa quanti soldi e fatica ci vogliono per mandare avanti l’enorme baraccone dei partiti? E così, in pieno trend “anti casta”, senza nemmeno preoccuparsi di nascondere la mano, ha lanciato il suo sasso: nello stagno della politica e anche contro chi a quella casta ha fatto i conti in tasca. Ben sapendo che si sarebbe attirato gli anatemi di molti, anche nel suo schieramento. E pur ridimensionando in parte il tono dell’intervista al Giornale (”Io non ho mai chiesto di tornare al finanziamento pubblico dei partiti così com’era prima del referendum radicale del ‘93″) ha addiritttura rilanciato sostenendo che ‘’non c’è alternativa: o si lascia spazio solo ai grandi patrimoni o alla corruzione…’’. Una sorta di minaccia all’elettore.

Ma la verità è un’altra: i partiti ricevono molti più soldi ora con il rimborso elettorale di quanti ne percepissero prima con il finanziamento pubblico. Ecco perché questo saltare sulla sedia da parte dei politici italiani (di entrambi gli schieramenti) per il caso Sposetti è sorprendente, visto che il meccanismo del finanziamento pubblico ai partiti non è mai stato abrogato davvero. Era stato introdotto con la legge del maggio 1974 n. 195, all’indomani dello scandalo petroli, uno dei primi clamorosi casi di tangenti, in nome della trasparenza e delle pari opportunità nella competizione politica. Ma quasi venti anni dopo, sempre in piena bufera Tangentopoli era stato bocciati: la stragrande maggioranza degli italiani (più di 31 milioni, cioè il 90,3% di quelli che andarono a votare il referendum radicale) si erano espressi per la sua abrogazione nel ‘93. Risultato? Per i quattro anni successivi i partiti italiani si sono finanziati grazie alle donazioni dei privati, al tesseramento, alle feste e ai compensi che gli eletti giravano ai loro movimenti. Troppo poco per sopravvivere. E così lo spirito referendario venne di fatto tradito con la legge 2 del gennaio ‘97, quello che i radicali definirono “il pasticcio del 4 per mille”. Cioè: non più un finanziamento decretato per legge, ma legato ai contributi volontari dei cittadini che, attraverso la destinazione ai movimenti e partiti politici del quattro per mille dell’Irpef, potevano esplicitamente dichiarare la propria volontà di finanziare l’attività politica. Ma sulle cifre che gli italiani avrebbero sottoscritto nelle loro denunce dei redditi non sono mai stati forniti dati certi. Anche perché i fondi anticipati preventivamente dallo Stato non corrispondevano mai a quelli versati volontariamente dai cittadini (qualcuno parlò di un anticipo di 110 miliardi a fronte di una ventina di miliardi volontariamente versati dai contribuenti nel ‘98). A rimpinguare le casse ormai allo stremo dei partiti ci pensò nel 1999 una nuova legge, che introduceva il rimborso elettorale, voluta e varata dal primo governo dell’Ulivo, appena in tempo per le elezioni europee del 13 giugno e per le regionali dell’anno successivo. La norma abbassava dal 4% all’1% la soglia minima di voti per partecipare al “banchetto” delle risorse pubbliche. Vinte le elezioni nel 2001, è stato poi il governo di centrodestra, con la nel 2002, a preoccuparsi di aumentare il rimborso elettorale, innalzandolo a 1 euro per elettore per ogni anno di durata della legislatura. E a stabilire che le somme fossero corrisposte in unica soluzione, anziché frazionate di anno in anno. Cioè: se fino ad allora era previsto un finanziamento di 4 mila lire per ogni elettore, da dividere in proporzione ai consensi ottenuti dai partiti che avessero almeno un parlamentare eletto, la nuova legge stabilisce che il contributo ammonti a un euro per ciascun elettore ma il fondo totale viene ripartito non una volta sola a legislatura, ma per ogni anno dei cinque cui la legislatura è composta (quindi, in una legislatura, è prevista una cifra di 5 euro a elettore). Inutile dire che passò a larghissima maggioranza nei due rami del Parlamento. Tirando le somme, le forze politiche hanno intascato 125 milioni di euro nel 2002 e nel 2003 mentre negli ultimi tre anni della legislatura, dal 2004 al 2006, la cifra è salita a 153 milioni. E a quanto ammonta il gruzzolo per le elezioni dell’aprile 2006? La prima tranche del rimborso è già stata deliberata dai presidenti delle Camere ed è una cifra strabiliante: 487.273.610 euro. Per ottenerla basta moltiplicare 1 euro per tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali della Camera e del Senato (cioè 97.454.722 di euro annui), che vanno poi moltiplicati per i 5 anni di attività parlamentare.

Un ultimo paradosso? La legge dispone che i partiti percepiscano il rimborso proporzionalmente ai voti ricevuti, ma che questo è calcolato in base all’intera platea elettorale, cioè agli aventi diritto al voto. E ciò vuol dire che i partiti prendono i soldi anche per chi, magari per protesta contro l’attuale panorama politico, rientra nel sempre più numeroso esercito degli astenuti.

Fonte: http://blog.panorama.it/italia/2007/08/20/il-finanziamento-dei-partiti-e-la-faccia-tosta-della-politica/#comments

 

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Proviamo a vedere se ho ben capito: prendiamo ad esempio una coalizione come la Sinistra Arcobaleno che alle recenti consultazioni non ha preso neppure un deputato ma che ha registrato il 3,213 % al Senato con 1.053.154 voti ed il 3,084 % alla camera con 1.124.418 voti, a conti fatti la coalizione andrà a percepire un rimborso elettorale di EURO 2.177.572.

Niente male per un partito senza Parlamentari!

PS: e poi dicono che i Parlamentari non sono sinergici, collaborativi  e propositivi.

Apr
16

Caserta – La folta pattuglia di casertani eletti al Senato ed alla Camera dei Deputati ha già un leader: è il Capitano dell’E.I. Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, la più alta onorificenza della Nazione che, solitamente, viene assegnata alla memoria, ma nel caso di Paglia si è voluto riconoscere l’eroismo e l’altruismo dell’allora ventitreenne sottotenente della ‘FOLGORE’. Nonostante Paglia sia un ragazzo schivo e di poche parole, il suo eroismo ha attecchito tra i giovani che lo hanno eletto a modello di lealtà, onestà, generosità, altruismo. Ma chi è il Capitano Paglia ? Gianfranco PAGLIA nasce a Sesto San Giovanni (MI) il 17/07/70 a Sesto San Giovanni (MI). Sposato e padre di due bambini vive a Caserta sin da giovanissimo, dove era un promettente portiere della squadra di calcio dell’AUDAX di Capua. Nel 1989 parte per svolgere il servizio di leva in Marina. Rimane per circa 20 giorni a La Spezia per il primo periodo di addestramento, il cosiddetto CAR e poi viene trasferito a Roma per i restanti 11 mesi. Nel 1990 partecipa al Campionato Nazionale della Marina Militare, come portiere. Nel 1991 risulta vincitore del 109° corso A.U.P.C.(Allievo Ufficiale Pilota di Complemento) presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (NA). Viene dimesso dal corso nel marzo 1992 per aver sbagliato un esame in volo. Nel 1992 vince il 149° concorso A.U.C. (Allievo Ufficiale di Complemento) presso la Scuola Militare di Fanteria di Cesano (RM). Durante il corso fa domanda per le selezioni come Ufficiale Paracadutista presso la Scuola di Paracadutismo in Pisa, superando le prove di selezione. Si classifica 49° in graduatoria a fine corso, così scelse la destinazione: 186° Reggimento Paracadutisti Folgore in Siena, dove viene assegnato presso la 15^ compagnia ‘Diavoli Neri’. Il 28 maggio del 1993 parte con il contingente italiano per la Somalia nell’ambito della missione IBIS. Il 2 luglio del 1993 durante un conflitto a fuoco, presso il Check Point ‘Pasta’ a Mogadiscio, viene colpito da 3 proiettili. Viene ricoverato presso l’ospedale militare Americano, dove i medici riescono a salvargli la vita. Purtroppo un proiettile aveva leso la colonna vertebrale tranciando di netto le vertebre C7 - T1. All’allora sottotenente paracadutista della Folgore viene diagnosticata una tetraplegia. Quel 2 luglio del 1993 vi furono 3 morti e 22 feriti. Il 13 luglio 1993 rientra in Italia e viene ricoverato presso l’Ospedale Militare del Celio di Roma. Dopo una serie di indagini effettuate dai suoi familiari decide, con l’appoggio dello Stato Maggiore Esercito, che il miglior Centro di Fisioterapia era quello di Nottwill in Svizzera. Il 27 luglio 1993 viene ricoverato presso il suddetto centro. I medici, vista la gravità della lesione riportata, avvertono il Sottotenente Paglia che avrebbe dovuto permanere nel centro per almeno 9 mesi. Nel corso della lunga decenza, al Sottotenente Paglia viene insegnato ad essere autonomo in carrozzina e, dopo soli 4 mesi, viene dimesso. È stata la sua prima grande vittoria dal giorno del ferimento. Il 22 dicembre 1993 finalmente torna a casa e viene accolto con una grande festa per tutti. Il 13 gennaio del 1994 si reca a Mosca presso un centro specializzato in lesioni midollari. Per la prima volta riesce ad alzarsi in piedi, per poi riuscire a fare alcuni passi. Rientra in Italia nel maggio dello stesso anno. Nell’ottobre del 1994 durante un Giuramento presso la Scuola Militare di Viterbo, furono consegnate le onorificenze per la missione IBIS, purtroppo molte alla memoria: in quella missione morirono 11 militari, 1 crocerossina, 3 giornalisti. Durante la cerimonia Gianfranco PAGLIA viene insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel 1997 la svolta: viene iscritto nel Ruolo d’Onore e riprende servizio il 27 maggio presso la Brigata Bersaglieri “Garibaldi” di Caserta. Il 29 giugno 1997 parte per la Bosnia per partecipare alla missione SFOR con la sua nuova Brigata. Grazie allo Stato Maggiore ed al Generale Del Vecchio, allora comandante della Brigata bersaglieri Garibaldi, ora eletto in Parlamento nelle fila del Partito Democratico, ritorna, nonostante la carrozzina, a partecipare ad una missione “Fuori Area”. Vi rimane per 3 mesi. Nel maggio 1998 torna a pilotare un aereo con comandi per disabili, per la precisione un velivolo del tipo “SKY ARROW 450 T”, presso l’Aero Club Italia, situato nei pressi di Fiano Romano vicino Roma. Nel marzo del 1999 si reca a Vicenza per un diverso ciclo fisioterapico. Dopo 10 mesi riesce a deambulare, grazie ad un computer che trasmette impulsi elettrici a degli elettrodi applicati alla muscolatura delle gambe, dei glutei e dei paravertebrali. E’ sicuramente un palliativo, ma gli permette di stare bene. Il 2 luglio 1999, dopo sei lunghissimi anni, grazie a Barbara Brighetti, atleta numero uno del team Sector No Limits, si lancia di nuovo con il paracadute, in tandem naturalmente. Presta servizio presso la Garibaldi insieme alla quale avrebbe dovuto partecipare alla missione ‘Leonte 4′ in Libano, ma l’elezione alla Camera dei Deputati lo ha impedito. Probabile il suo inserimento nella Commissione parlamentare della Difesa, così promesso da Gianfranco Fini, ed in questa veste lo vedremo in Libano dove lo aspettano centinaia di amici e commilitoni.

Autore: Nunzio De Pinto -

fonte: www.casertanews.it

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Gianfranco Paglia primo dei non eletti  in Campania 1 verrà rispescato ed eletto deputato a seguito delle dimissioni degli eletti Berlusconi e Fini.

Buon lavoro

Apr
15
Apr
14

IL CSM FISSA LE DIRETTIVE GENERALI PER IL PASSAGGIO

Roma, 13 apr. - Conto alla rovescia per il passaggio delle toghe militari nella magistratura ordinaria. Un trasferimento conseguente alla legge Finanziaria che ha soppresso alcuni Tribunali militari italiani. Le direttive generali del passaggio sono state stilate dal Csm in una delibera approvata nei giorni scorsi dal plenum di Palazzo dei Marescialli; un documento redatto dalla Terza Commissione, competente sui trasferimenti dei magistrati, in cui vengono individuati quattro ‘interventi’ di azione.

Dall’individuazione della sede dell’ufficio giudiziario cui destinare i magistrati militari transitati nella magistratura ordinaria, alla specificazione del contenuto del diritto alla conservazione dell’anzianita’ e della qualifica maturata.
Dall’individuazione delle funzioni alle quali possono essere destinate le toghe militari e l’applicabilita’ nei loro confronti dei limiti per il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti, all’applicabilita’ dell’obbligo di permanenza triennale valido per le toghe ordinarie, visto che il transito dalle funzioni militari alla giurisdizione ordinaria viene considerato come un trasferimento d’ufficio.

Nella delibera si sottolinea che ‘appare corretto ascoltare la richiesta di assegnazione dell’ufficio giudiziario da parte del magistrato ‘transitante’ per favorire le sue esigenze di vita e familiari’; viene riconosciuto dunque un diritto soggettivo alla scelta dove la toga presta servizio, essendone ‘consentita l’assegnazione anche in soprannumero riassorbibile’.

ALLE TOGHE ‘IN DIVISA’ BENEFICI SULLA SCELTA DELLA SEDE E CONSERVAZIONE ANZIANITA’

Riguardo la nuova sede di lavoro, al